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Re: Ecco perché Sgarbi ha ragione! I falsi feticci dell'informazione libera svelati da Paolo Barnard...,
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L'educazione civica VS il bullismo?,
by Feed - Note cellulari
Salve classe! lancio un messaggio-sondaggio.
TEMA: bullismo ed educazione civica.
PREMESSA: Sembra che il Ministero della Pubblica Istruzione stia per varare una task force per fronteggiare il fenomeno del bullismo e per analizzare il disagio giovanile. I giornali dicono che Mariastella Gelmini ha sottolineato come il tema del bullismo possa essere affrontato anche attraverso il ritorno dell'Educazione civica, intesa non più come materia di serie B, ma inserita nelle ore di lezione già previste, come quella della storia.
LE MIE DOMANDE:
A) Il fenomeno del bullismo e del disagio giovanile sono due aspetti della realtà scolastica. Pensate siano collegati? Se si, perché?
B) Notecellulari-Mariaserena (cioè io…) pensa che l’Educazione civica debba essere valorizzata, che non sia esclusivo compito dell'insegnante le Lettere, ma di tutta l'organizzazione scolastica e che non dovrebbe essere insegnata solo a scuola, ma anche dalla famiglia. Pensa inoltre che anche i media dovrebbero rendersi responsabili di non diseducare i ragazzi. Qual è la vostra opinione?
Rispondete ... numerosi per favore!
Grazie!
Tags: pensieri, politica, riflessioni, scuola, istruzione, professori, gelmini, bullismo, educazione civica, sondaggio su notecellulari

Il Volto Santo di Manoppello: l’immagine che appare e scompare,
by Feed - Pratico,blog di poli
Foto pubblicata da Ateseo
Nei giorni delle feste di maggio in onore del Volto Santo, con la mia macchinetta fotografica ho scattato molte foto in modo da potervi spiegare meglio le caratteristiche della reliqua che sono uniche al mondo. La foto che vedete sopra, è stata scattata quando il Sacro Volto era esposto sul trono e la porta della basilica era aperta. Ebbene, l’immagine del Salvatore vista alla luce di questa porta aperta è totalmente invisibile, in quanto i colori non fanno corpo sul telo. Questo fatto, allora, ci sentenzia inconfutabilmente che la figura impressa di Cristo non è una pittura. Infatti se osserviamo una qualsiasi opera d'arte, anche se essa è posta contro luce, ne sappiamo sempre descrivere per la proprietà statica: la natura dei colori e la loro tonalità, le pennellate, le sfumature, ecc.
La relazione dell'immagine di Manoppello con il volto della S. Sindone di Torino, dunque, non è un caso, ma va ben oltre la nostra conoscenza.
Tags: varie, blog, scienza, scoperta, bloggers, blogger, volto santo, sacra sindone, blog pratico

Madri, nonostante gli psicologi,
by Feed - Note cellulari
Nessuno può lanciare la prima pietra contro la mamma che ha dimenticato la sua bambina in automobile, con le conseguenze tragiche che sappiamo. Nessuno. Perché la tragedia l’ha colpita e segnata in modo irreversibile e nulla più può essere detto. Solamente l’umana pietas (che va più in là della comune eppur nobile compassione che ci accumuna nella condizione del soffrire insieme) deve ispirarci nel rivolgerle un pensiero.
Invece sgomentano le diagnosi e le opinioni degli psicologi che non si sono fatti mancare l’occasione per esprimere pareri e consulenze ed hanno sentenziato: “si tratta della sindrome della mamma acrobata: la madre acrobata coordina dal proprio posto di lavoro i passaggi del proprio cucciolo tra persone e istituzioni che la sostituiscono. E’ la paurosa metafora della nostra vita metropolitana: accadrà ancora.”
Ebbene questo non possiamo condividerlo. In questo modo si formula una diagnosi preoccupante e che potrebbe diventare una categoria in cui incasellare ben altri fatti, egoismi e sofferenze che ricadono comunque sui nostri bambini, e non solo su madri in vario modo e misura sofferenti.
Non credo sia giusto dare una definizione e una diagnosi senza indicare le cause più generali e complete di un possibile malessere di queste dimensioni e gravità.
Come possiamo sostenere che una comune condizione di vita, per quanto frenetica, assillante ed alienante conduca a simili tragedie? Se accettiamo che l’esistenza della donna contemporanea possa condurre alla sindrome della madre acrobata dovremmo affrettarci a ricostruire il nostro mondo, a smantellare tutta la realtà sociale e il ruolo delle donne nel mondo del lavoro.
Se quello che è successo è causato dal tipo di vita di relazioni e lavoro al quale si conformano oggi le donne, allora c’è molto da rifare urgentemente.
Se invece ci sono situazioni eccezionali, estreme, forse patologiche e personali (sulle quali non sarebbe giusto né pensabile qui indagare) allora si eviti di lanciare una definizione al di fuori dell’ambito strettamente medico o professionale.
Perché potrebbe accadere che i prossimi quindici – trenta giorni di talk-show televisivi (mattutini-pomeridiani-serali) vengano inondati di psicologi presenzialisti, ma non solo: soprattutto di presunte mamme-acrobata (opportunamente sfocate in video) che declameranno il loro malessere contagiandosi e impanicandosi con un effetto domino. Ci potrebbero essere interviste, confessioni, scene isteriche in diretta; e a casa ricatti e accuse e vittimismi reciproci: “Sono una mamma acrobata!”, “Ti sbagli, sono io, il padre, l’acrobata!”. E ci potrebbero essere piccoli bambini che si terrorizzano.
Con tutto il necessario rispetto dovuto a chi esercita una professione delicata, credo che la psicologia non sia una materia che si possa mandare allo sbaraglio per affidarla a opinioni o analisi, nonché diagnosi fai-da-te; e si sbaglia a volere uno psicologo dovunque, come il prezzemolo in ogni minestra.
Per controbilanciare l’effetto di queste preoccupazioni ho pensato a ben altre eroine senza sindromi.
Ho pensato, dunque, alle mamme che difendono e proteggono da sempre (ora come in passato) i loro bambini durante le guerre e le carestie, a quelle che affrontano ed hanno affrontato sciagure naturali ed epidemie o malattie e miserie personali. A quelle che sono riuscite a inventare la sopravvivenza giorno per giorno.
Ho pensato anche a un personaggio che ho sempre amato: alla protagonista del romanzo “La Storia” di Elsa Morante (forse il più straordinario libro sulla seconda Guerra Mondiale) in cui una poverissima maestra ebrea, né bella né giovane, viene violentata da un soldato tedesco ubriaco e concepisce, fa nascere e cresce tra mille paure e tenerezze il piccolo Useppe : un gracile ed epilettico figlio da nascondere e nutrire nella Roma affamata e travolta dalla guerra. E arriva fino in fondo alla sua storia senza dimenticarlo nemmeno un attimo.
Mi sono chiesta se …
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Scuola e realtà educativa: le nuove sfide per Mariastella Gelmini,
by Feed - Pratico,blog di poli
Viale Trastevere sta parlando pochissimo, o nulla. Forse è un bene. Ma possiamo ipotizzare che il Ministro Mariastella Gelmini, da viale Trastevere, presto parlerà.
E non solo per chiedere, com’è giusto, un rapporto al Rettore della Sapienza.
Parlerà per dirci quale linea vorrà dare alla scuola e quale orientamento il Ministero intenda indicare a proposito dei problemi sempre più seri e gravosi che assillano la scuola e gli insegnanti.
La scuola non deve risolvere i problemi di pertinenza della magistratura e delle forze dell’ordine, ma può contribuire a prevenirli. La scuola tuttavia è chiamata , per elezione, a trasmettere saperi e cultura, e deve impegnarsi in modo diverso sulla formazione e sulla trasmissione di valori comuni.
Continuiamo a dire, fino allo svuotamento di senso, “i giovani sono il futuro”.
Cominciamo, però, anche a chiederci quale futuro e quali giovani abbiamo in mente. Sulla definizione degli obiettivi pedagogici ci troviamo all’emergenza; non soltanto sul fronte scolastico, ma su quello delle famiglie che forse cominciano a interrogarsi anche sulle loro lacune e sull’urgenza di una azione educativa più efficace.
Gli insegnanti, dal canto loro, si trovano ad affrontare impegni inediti in un contesto sociale in cui la loro figura è ingiustamente screditata e nella quale i valori condivisi, o almeno un minimo comune valore è, per ora, pura utopia. Eppure è necessario partire da un indispensabile valore comune, almeno minimo, per ricostruire un progetto educativo. E ci sono molti insegnanti, anche tra i giovani specializzati della SISS pronti a mettersi al lavoro con una visione rinnovata dell'insegnamento.
In una qualsiasi aula scolastica, lo sappiamo, si allevano e formano generazioni. Una classe di ragazzi è una realtà complessa nella quale iniziano, fin dalla materna, l’esercizio e la pratica del rispetto reciproco, dell’onestà, del senso del dovere, del rispetto delle regole. Inizia anche il dialogo con l’adulto non-genitore.
Sulla scuola occorre riaprire discorsi importanti, che non sono quelli sul formato e sul peso in etti e mezz’etti dei libri scolastici e nemmeno quelli sul recupero dei debiti e delle lacune: tecnicismi importanti, ma tutti risolvibili.
I discorsi importanti sono quelli sulla realtà in cui vivono i nostri bambini e ragazzi e su come interagire con essa senza perdere di vista la sfida educativa.
Perché i canali e le realtà, attraverso cui i giovani si formano e ricevono informazioni, stimoli e modelli sono almeno quattro: famiglia, media, scuola e i gruppo di altri giovani con cui condividono esperienze.
E’ impossibile stabilirne una gerarchia, poiché è evidente che per alcuni ragazzi sono preponderanti i media, per altri la famiglia, per altri gli amici (o esperienze impreviste) e così via.
Ma questa mancanza di gerarchia non è utile né sana.
E’ dunque essenziale che la scuola pubblica e statale si riappropri del suo ruolo basilare, perché solo la scuola pubblica può, se vuole, assolvere all’impegno di garantire a tutti i suoi studenti uno standard educativo sufficientemente omogeneo, che tenga conto delle esigenze del singolo, che non allenti l’attenzione sulla qualità e prescinda dai privilegi economici.
Non possiamo, d’altronde, influenzare pesantemente, né “rieducare” (nemmeno se qualche intransigente lo ritenesse addirittura necessario) le famiglie. Sarebbe una pratica invasiva, insensata e forse dittatoriale.
Lo Stato, e in questo caso la Pubblica Istruzione, può invece lavorare per dare alla figura e alla professionalità degli insegnanti un ruolo sociale adeguato, Può e deve affiancarli ad ottenere un più impegnativo spessore culturale e pedagogico da cui discenderebbero un complessivo miglioramento della vita scolastica e dell’insegnamento. La Pubblica Istruzione può farci dimenticare la inutile boria fioroniana e lavorare per restituire alla figura dell’insegnante-educatore, anche nei confronti delle famiglie, la sua funzione specifica fondamentale per tutta la società.
Teoricamente potremmo anche chiedere, nello stesso tempo, che anche i media non influenzino negativamente i giovani e ne rispettino le delicate fasi della crescita Ma a chi appartiene questo compito se non alla Pubblica Istruzione?
Mi permetto infine di osservare che la diatriba tra scuola privata e scuola pubblica non è utile alla soluzione del problema. Non è assolutamente in discussione il diritto, che le scuole private già hanno, di esistere e insegnare. Ma i ragazzi, proprio perché sia rispettata la ricchezza della loro singolarità e unicità, proprio perché sono l’espressione di famiglie socialmente e culturalmente non omogenee, dovrebbero crescere insieme indipendentemente anche dalla distinzione di fede religiosa.
Chi crede nella testimonianza della fede potrebbe riflettere sulla necessità di aprirsi agli altri invece di far crescere siepi in cui separare se stessi e i propri figli: riconosco che questo rende tutto più difficile.
La scuola statale pubblica può realizzare un progetto educativo straordinario e fortemente connotato per cultura e dignità sociale.
Un nuovo progetto moderno, impegnato nella formazione scolastica ed umana dei nostri bambini e ragazzi avrebbe importanti ricadute in utilità sociale, in progresso culturale ed economico.
E’ una sfida che non può più rimandare.
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Il tuo viso
Son preso da...,
by Feed - Pratico,blog di poli
Il tuo viso
Son preso da incantesimo
Son preso da incantesimo
dovunque lo sguardo volga
vedo il tuo viso
tatuaggio indelebile nelle mie pupille
o materializzato sogno
ti vedo nel cielo azzurro
tra le stelle
per strada
nei prati
sei l’ultimo pensiero la notte
ed al risveglio il primo
il tuo viso mi segue sempre
e il buio che tutto rende uguale
nemmeno nasconde
quel tuo enigmatico sorriso
Monna Lisa
e La primavera al contempo
giocano dentro di me
sono il mio incantesimo
speranza e paura
di vita mia ragione
Pietro Atzeni
Tags: poesia, vita, emozioni

Madri, nonostante gli psicologi,
by Feed - Pratico,blog di poli
Nessuno può lanciare la prima pietra contro la mamma che ha dimenticato la sua bambina in automobile, con le conseguenze tragiche che sappiamo. Nessuno. Perché la tragedia l’ha colpita e segnata in modo irreversibile e nulla più può essere detto. Solamente l’umana pietas (che va più in là della comune eppur nobile compassione che ci accumuna nella condizione del soffrire insieme) deve ispirarci nel rivolgerle un pensiero.
Invece sgomentano le diagnosi e le opinioni degli psicologi che non si sono fatti mancare l’occasione per esprimere pareri e consulenze ed hanno sentenziato: “si tratta della sindrome della mamma acrobata: la madre acrobata coordina dal proprio posto di lavoro i passaggi del proprio cucciolo tra persone e istituzioni che la sostituiscono. E’ la paurosa metafora della nostra vita metropolitana: accadrà ancora.”
Ebbene questo non possiamo condividerlo. In questo modo si formula una diagnosi preoccupante e che potrebbe diventare una categoria in cui incasellare ben altri fatti, egoismi e sofferenze che ricadono comunque sui nostri bambini, e non solo su madri in vario modo e misura sofferenti.
Non credo sia giusto dare una definizione e una diagnosi senza indicare le cause più generali e complete di un possibile malessere di queste dimensioni e gravità.
Come possiamo sostenere che una comune condizione di vita, per quanto frenetica, assillante ed alienante conduca a simili tragedie? Se accettiamo che l’esistenza della donna contemporanea possa condurre alla sindrome della madre acrobata dovremmo affrettarci a ricostruire il nostro mondo, a smantellare tutta la realtà sociale e il ruolo delle donne nel mondo del lavoro.
Se quello che è successo è causato dal tipo di vita di relazioni e lavoro al quale si conformano oggi le donne, allora c’è molto da rifare urgentemente.
Se invece ci sono situazioni eccezionali, estreme, forse patologiche e personali (sulle quali non sarebbe giusto né pensabile qui indagare) allora si eviti di lanciare una definizione al di fuori dell’ambito strettamente medico o professionale.
Perché potrebbe accadere che i prossimi quindici – trenta giorni di talk-show televisivi (mattutini-pomeridiani-serali) vengano inondati di psicologi presenzialisti, ma non solo: soprattutto di presunte mamme-acrobata (opportunamente sfocate in video) che declameranno il loro malessere contagiandosi e impanicandosi con un effetto domino. Ci potrebbero essere interviste, confessioni, scene isteriche in diretta; e a casa ricatti e accuse e vittimismi reciproci: “Sono una mamma acrobata!”, “Ti sbagli, sono io, il padre, l’acrobata!”. E ci potrebbero essere piccoli bambini che si terrorizzano.
Con tutto il necessario rispetto dovuto a chi esercita una professione delicata, credo che la psicologia non sia una materia che si possa mandare allo sbaraglio per affidarla a opinioni o analisi, nonché diagnosi fai-da-te; e si sbaglia a volere uno psicologo dovunque, come il prezzemolo in ogni minestra.
Per controbilanciare l’effetto di queste preoccupazioni ho pensato a ben altre eroine senza sindromi.
Ho pensato, dunque, alle mamme che difendono e proteggono da sempre (ora come in passato) i loro bambini durante le guerre e le carestie, a quelle che affrontano ed hanno affrontato sciagure naturali ed epidemie o malattie e miserie personali. A quelle che sono riuscite a inventare la sopravvivenza giorno per giorno. Ho pensato anche a un personaggio che ho sempre amato: alla protagonista del romanzo “La Storia” di Elsa Morante (forse il più straordinario libro sulla seconda Guerra Mondiale) in cui una poverissima maestra ebrea, né bella né giovane, viene violentata da un soldato tedesco ubriaco e concepisce, fa nascere e cresce tra mille paure e tenerezze il piccolo Useppe : un gracile ed epilettico figlio da nascondere e nutrire nella Roma affamata e travolta dalla guerra. E arriva fino in fondo alla sua storia senza dimenticarlo nemmeno un attimo.
Mi sono chiesta se …
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Per la festa della Repubblica Italiana,
by Feed - Pratico,blog di poli
1808-2008
Duecento anni dall’orazione pavese di Foscolo -
Dell’Origine e dell’Ufficio della Letteratura.
Se superiamo l’esitazione che un linguaggio ricco di aulica classicità suscita nel lettore moderno, possiamo leggere una citazione letteraria importante. La Letteratura e lo studio della Storia del passato, disse Ugo Foscolo, sono una fonte di libertà e di conoscenza e in quegli studi, possiamo aggiungere, sono anche le nostre radici e la nostra identità.
Foscolo pronunciò duecento anni fa, nel 1808, queste parole che fanno parte di un lungo ed emozionante Discorso con cui inaugurava la sua attività di docente dell’Università di Pavia. Fu rimosso da questo incarico da Napoleone Bonaparte, che sembra non amasse troppo questo italiano geniale, ma dallo spirito libero e ribelle.
“O Italiani, io vi esorto alle storie, perchè niun popolo più di voi può mostrare nè più calamità da compiangere, nè più errori da evitare, nè più virtù che vi facciano rispettare, nè più grandi anime degne di essere liberate dalla obblivione da chiunque di noi sa che si deve amare e difendere ed onorare la terra che fu nutrice ai nostri padri ed a noi, e che darà pace e memoria alle nostre ceneri. Io vi esorto alle storie, perchè angusta è l’arena degli oratori; e chi omai può contendervi la poetica palma? Ma nelle storie, tutta si spiega la nobiltà dello stile, tutti gli affetti delle virtù, tutto l’incanto della poesia, tutti i precetti della sapienza, tutti i progressi e i benemeriti dell’ italiano sapere.” (Ugo Foscolo)
Tags: pensieri, italia, politica, riflessioni, letteratura, blog, storia, italiani, prat, pratico, repubblica, 2008, identità nazionale, pratico mondo, praticomondo, pratico blog, blog di politica, praticoblog, blog pratico, pratico- tv, pratico blog-tv, pratico-tv

Avviso,
by Feed - Note cellulari
Ho provveduto ad eliminare un post, quello su Dario Chianelli, che avevo definito "Er Che der Pigneto" a causa di commenti che alludevano alla sua situazione personale. Il mio intervento, era purtroppo diventato, contro ogni mia intenzione, un pretesto per offendere direttamente o indirettamente persone (compreso Chianelli) che non possono qui interloquire. Pertanto per rispetto verso tutti ho dovuto cancellare il post.
Prego chiunque abbia la volontà di leggermi e commentare di evitare sempre espressioni e definizioni che possano risultare offensive. Lo stile di questo blog ha sempre avuto questa connotazione. Ho bloccato una sola volta un utente perchè scriveva espressioni blasfeme contro Dio, ma bloccherò in futuro anche chi darà definizioni di razzismo e fascismo verso chiunque.
Chi volesse offendere persone o orientamenti politici è pregato di avere il coraggio civile di rivolgersi ai diretti interessati e a non usare il mio blog nel quale il dialogo si è sempre svolto in termili civili.
Inoltre invito a non frequentare il mio spazio per attirare l'attenzione verso di sé.
Questo Blog, Notecellulari, ha come tema pricipale l'educazione, la pedagogia, le problematiche educative e la situazione giovanile. E mi occupo solo marginalmente di altri argomenti.
Un saluto affettuoso a tutti, e in particolare alla classe virtuale :)
Tags: notecellulari

Centrale Nucleare in Albania?,
by Feed - Pratico,blog di poli
Questo è il testo relativo di una parte della corrispondenza realizzato per il programma "Passaggio a Sud Est" di Radio Radicale, [ sabato 31 maggio]
In Italia sì è riaperta la discussione sulle centrali nucleari. E tra le varie cose si parla di costruirle non solo in Italia ma anche all'estero facendo accordi con paesi interessati.Si parla dei Balcani e in particolare dell'Albania.
Sì, la cosa che ha attirato l'attenzione degli italiani riguarda le dichiarazioni del premier albanese Sali Berisha, riguardo la possibilità di costruire un impianto nucleare nel territorio dell'Albania.
Berisha, come hanno riportato molti giornali italiani, non vuole escludere gli albanesi da questa grande occasione dell'energia nucleare e come affermato da lui stesso a Tirana si sta lavorando per mettere a punto il quadro normativo necessario.
Berisha ha aggiunto che appena pronti, il suo governo dovrà lavorare per ottenere un accordo coi Paesi vicini, Italia per prima, per finanziare una centrale da costruire in Albania e che se questo non sarà possibile, ci si dovrà rivolgersi al settore privato per studiare il mercato balcanico e italiano.
La stampa ha fatto sapere che anche Enel è interessata alla costruzione di una centrale atomica in Albania, sempre se i governi albanese e italiano raggiungono un accordo di collaborazione. Le stesse fonti hanno informato che Enel ha siglato un memorandum d'intesa con KESH, l'azienda elettrica albanese, a dicembre del 2007 per la costruzione di una centrale termoelettrica a carbone, anche se ancora non ci sono stati colloqui sulla costruzione di una centrale nucleare.
La cosa che preoccupa e che credo che abbiate già notato anche voi, cari ascoltatori, è il fatto che l'opinione dell'opinione pubblica albanese sembra essere del tutto ignorata. Stando a quanto dichiarato da Berisha con tutti si è parlato tranne che con i cittadini albanesi.
Ecco, infatti... La gente in Albania sa di queste cose? Se ne parla? Quali sono le opinioni che circolano?
Di certo bisognerà vedere come i cittadini albanesi prenderanno questi sviluppi cosi importanti per la vita loro ed il fatto che su questa cosa non sono stati interpellati per niente e che sui loro interessi ed in loro nome abbia deciso tutto il premier da solo.
Io posso ricordare ai nostri ascoltatori che una questione simile c'è stata alcuni mesi fa nella città di Valona dove un progetto per la costruzione di una centrale termoelettrica e di un terminal per prodotti petroliferi, ad opera della compagnia italiana "Petrolifera Italo-Rumena" ha provocato scontri e proteste da parte dei cittadini.
Semplici cittadini e alcune delle maggiori Ong locali si sono uniti creando l'"Alleanza cittadina per la difesa della baia di Valona" con l'unico scopo di tenere un referendum per poter dare la possibilità ai cittadini di esprimere la loro volontà su decisioni che riguardano il futuro dell'ambiente nel luogo dove vivono.
Ma, la Commissione elettorale centrale aveva rifiutato la richiesta di referendum e di fronte a questa indifferenza generale delle autorità locali e centrali sul loro destino, alla fine marzo-inizio di aprile i cittadini di Valona hanno appoggiato le proteste pacifiche in piazza guidate dall'Alleanza.
Vista l'attenzione crescente dei mass media e dell'opinione pubblica in generale la polizia di Valona aveva deciso di intervenire ed arrestare sei persone, tra studenti e dirigenti dell'Alleanza, accusandoli di aver "bloccato la circolazione dei veicoli in strada e organizzato manifestazioni illegali".
Questa vicenda non è ancora conclusa dal punto di vista legale e da quello politico. Ora bisogna aggiungere anche questa nuova questione della centrale nucleare. Di certo dobbiamo aspettare per informare su prossimi sviluppi.
Tags: 2008

Macedonia fra NATO e Grecia,
by Feed - Pratico,blog di poli
Questo è il testo relativo di una parte della corrispondenza realizzato per il programma "Passaggio a Sud Est" di Radio Radicale, [ sabato 31 maggio]
Domani i cittadini macedoni andranno alle urne. Se tutto andrà bene e le elezioni si svolgeranno in modo democratico, senza violenze e senza imbrogli, i risultati delle votazioni saranno molto importanti per il futuro ancora incerto di un paese fragile come è la Macedonia.
Queste elezioni anticipate sono dovute al fallimento del lavoro svolto da parte del governo uscente di Nikola Gruevski per l’integrazione del paese nella NATO bloccata dal veto della Grecia a causa del contenzioso tra i due paesi sulla questione del nome Macedonia. Il caso è molto complesso. Ufficialmente il mancato invito all'adesione della Macedonia alla NATO è avvenuto, come ho detto, in seguito alle pressioni esercitate dalla Grecia che non accetta che la ex repubblica jugoslava si chiami Macedonia come la sua regione settentrionale.
Ma, personalmente mi è molto difficile capire e rispettare allo stesso tempo l’impegno dell'Alleanza Atlantica che in occasione del vertice annuale in aprile a Bucarest, ha costatato che "la Macedonia ha rispettato i criteri per l’adesione".
Non riesco a capire come mai la logica assurda di un paese balcanico come la Grecia abbia prevalso sulla volontà di tutti gli altri membri della NATO. Non riesco a capire come mai dinanzi a un tale "ostruzionismo", non esista alcuna possibilità che si possa trovare una soluzione accettabile da entrambe le parti affinchè la Macedonia tenga il passo insieme alla Croazia e all'Albania nella direzione dell’integrazione euro-atlantica.
Secondo la mia opinione personale, oltre alla spiegazione formale - a mio parere del tutto artificiale -la ragione di una tale situazione potrebbe essere uno scenario di vecchio tipo secondo cui non si vuole risolvere le questioni per la definizione dei confini di Macedonia, Kosovo e di altri paesi della regione.
Il fatto che dopo più 15 anni di negoziati non si è arrivati a nessuna soluzione logica non dovrebbe essere ignorato da parte degli altri attori internazionali coinvolti sulla faccenda. L’unica via possibile per dare una soluzione definitiva a questi scenari medioevali nei Balcani, dovrebbe essere l’integrazione dei paesi della regione nella Nato, e dunque anche della Macedonia.
Poco fa tu ricordavi giustamente che proprio la NATO ha avuto un ruolo decisivo per fermare il conflitto del 2001 in Macedonia. La componente chiave dell'Accordo di Ohrid, sostenuto dalla comunità internazionale era di tralasciare i problemi con la minoranza albanese sull'identità. Certo questo fa comprendere che la pressione aggiuntiva nei confronti dei macedoni e le ulteriori eccezioni nei confronti della loro identità possono essere controproducenti per i progetti europei nei Balcani e nella stessa Macedonia stessa.
Veniamo al risultato atteso per le elezioni di domani. Io prima ho citato dei dati riportati ieri dall'agenzia italiana Apcom che danno il partito di centro-destra del premier Gruevski largamente in vantaggio sui socialdemocratici. Questo per quanto riguarda i partiti "slavo-macedoni", mentre tra i partiti albanesi l'Unione democratica per l'integrazione è in vantaggio ripetto al Partito democratico degli albanesi. Tu, invece, mi sembra che hai altri numeri...
Sì, io ho sotto mano il sondaggio dell'Istituto Internazionale per gli Studi del Medioriente e dei Balcani cheil partito VMRO-DPMNE di Gruevski vincitore tra i macedoni, come idicevi anche tu, mentre il partito del Partito democratico vincerebbe nei voti degli albanesi.
Secondo quanto riportato dalla stampa macedone, questo sondaggio, realizzato su un campione di circa 1900 persone nel periodo che va dal 12 al 16 maggio, è stato valutato dal Network Internazionale per lo Sviluppo di Washington, come attendibile per il 93% della intera popolazione della Macedonia.
Tra gli intervistati, il 29,9% ha dichiarato che voterà per il partito del premier Gruevski, il 21,3% per il partito social democratico, il 14,8% per il Partito democratico degli albanesie il 6,4% per l'Unione democratica per l’integrazione che ha sostenitori maggiormente nell’etnia albanese, ma in quella macedone.
E per quanto riguarda la popolarità dei leader politici?
Secondo questo stesso sondaggio la popolarità degli esponenti politici rimane press a poco allo stesso livello dei partiti che dirigono o rappresentano.Il premier uscente Nikola Gruevski ottiene il 31,1% delle preferenze degli elettori, il presidente della Macedonia Branko Crvenkovski il 19,2%, il leader del Partito democratico albanese Menduh Thaci il 14,8%, Radmilla Sheqerinska l'11,7%, Ali Ahmeti il 7,7% e Tito Petkovski il 7,3%.
E per quanto riguarda la previsione dell'affluenza alle urne?
Per quanto riguarda i dati dell'affluenza, è stato rilevato che circa il 59% ha dichiarato che si recherà ai seggi per votare, il 21,4% ha dichiarato invece l'intenzione di astenersi mentre il 18,7% resta indeciso.
In Macedonia la minoranza albanese è molto consistente: parliamo di circa il 30% della popolazione. Di conseguenza la componente albanese ha un grande peso nella politica del paese. Prima io spiegavo a chi ci ascolta che infatti secondo una regola non scritta, la coalizione di governo deve sempre comprendere almeno una formazione politica della minoranza albanese. Cosa ci puoi dire a questo proposito?
Come è noto la vita politica degli albanesi in Macedonia si concentra sui due partiti principali di cui parlavo a proposito del sondaggio: il Partito democratico degli albanesi, guidato da Menduh Thaci, ed il Partito dell’unione democratica per l’integrazione, con a capo Ali Ahmeti.
Questo ultimo partito, prima di queste elezioni anticipate, sosteneva di rappresentare la maggioranza dei cittadini albanesi, ma nonostante questo non ha potuto far parte del governo uscente in coalizione con il partito macedone del premier Gruevski che continua ad avere come suo alleato tradizionale il Partito democratico degli albanesi.
In effetti, secondo la Costituzione della Macedonia, la maggioranza governativa deve essere approvata dal Parlamento secondo una duplice maggioranza detta “maggioranza Badinter”, nome che deriva dal costituzionalista francese Robert Badinter che ha contribuito ad elaborare l'attuale Costituzione macedone. In parole semplici, la maggioranza governativa deve considerare anche le varie etnie e non solo la semplice maggioranza di voti in parlamento.
Secondo il l’Unione democratica per l’integrazione di Ali Ahmeti, giacché nella società macedone la popolazione è organizzata su base etnica - il che significa che la comunità albanese vota i partiti politici albanesi e la parte macedone per i suoi partiti - questa configurazione etnico-politica deve essere considerata nella formazione del governo.
La realtà recente del paese ha portato però ad alleanze costituite su una base più politica che etnica. Appunto, Ali Ahmenti, l’ex Leader dell’Esercito di liberazione albanese in Macedonia, che ora dirige un partito a base etnica albanese, faceva parte di un precedente governo a base piu politica che etnica.
Nella percezione politica di questi due partiti albanesi più importanti e dei loro rispettivi elettori, tutto si divide nel senso che la situazione al riguardo dell’integrazione degli albanesi nella vita pubblica e culturale del Paese (che poi è la base del Patto di Ohrid) ha avuto maggiore progresso e maggiore successo durante la loro rispettiva presenza al governo.
E purtroppo, anche sulla base di questa logica si sono verficati incidenti violenti tra iripettivi sostenitori. L'ultimo si è verficato durante la chiusura della camapagna elettorale con colpi di arma da fuoco esplosi earresti dall parte della polizia. Ora, mentre stiamo registrando, la situazione si è calmata e speriamo che resti così anche domani.
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Insetti a tavola: la mosca è servita?,
by Feed - Pratico,blog di poli
Un gruppo di ricercatori dell’Ohio ha affermati che gli insetti “Sono ricchi di proteine e poveri di grassi, una mano santa per il colesterolo e un aiuto in epoca di caro-cibo, la nuova frontiera dell'alimentazione sono gli insetti. Cavallette, ragni, formiche e maggiolini…” (Il Messaggero)
Ottima notizia.
Speriamo dunque che al più presto si scoprano anche le virtù terapeutiche, nutritive ed organolettiche degli eccellenti mosconi e delle appetitose mosche che ronzano, sempre più vigorosamente, sulle montagne di rifiuti campani in putrefazione. Dicono che le mosche di Chiaiano pesino mezz'etto, e siano più saporite delle aragoste.
Si prepara un futuro per la nuova cucina : “Spaghetti pomodoro, mosche e basilico”, “Pizza ai quattro mosconi”, “Sfogliatelle alla ricotta moscata”
E tuttavia non sarà così semplice.
Perché la domanda fondamentale è: piacerà agli ecologisti ad oltranza la notizia che mangiare insetti fa benissimo, oppure insorgeranno gli animalisti ad oltranza per accusarci di crudeltà conto gli animali?
Siamo un popolo dalle mille risorse; non ci mancano nemmeno i rompiballe: quelli veri.
Zzzzzzzzzzzzzzz
zzzzzzz
z
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Tags: politica, riflessioni, beni culturali, cucina, blog, campania, riflessione, camorra, prat, pratico, blogger, insetti, rompiballe, beppe grillo, notecellulari, pratico mondo, praticomondo, pratico blog, blog di politica, praticoblog, blog pratico, pratico- tv, pratico blog-tv, chiaiano, pratico-tv

Ecco perché Noi Italiani siamo destinati a scomparire...,
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Splinder (01/06/2008) Milano :il nome più assegnato ai nascituri è Muhammad محمد بن عبد الله بن عبد ﺍﻟﻤﻄﻠﺐ ﺍﻟﻬﺎﺷﻤﻲ Leggi ancora...
Pubblicato da Mariaserena | Commenti (2)

Ecco perché Noi Italiani siamo destinati a scomparire...,
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Milano :il nome più assegnato ai nascituri è Muhammad
محمد بن عبد الله بن عبد ﺍﻟﻤﻄﻠﺐ ﺍﻟﻬﺎﺷﻤﻲ
Tags: politica, islam, immigrazione

Un magistrato senza frontiere e senza vergogna...,
by Feed - Pratico,blog di poli
Piccolo siparietto sulle avventure di un eroe della giustizia giusta
Che vuoi fare?Son ragazzi!
20 maggio 1999: un commando terrorista BR uccide Massimo D'Antona Dal computer di un magistrato di Napoli sono state inviate, all'indirizzo Internet dei Ds, alcune e-mail firmate Brigate Rosse. Quel computer era di Nicola Quatrano
Un caso inquitante dai contorni grotteschi. I poliziotti accertarono che quelle mail provenivano direttamente dal personal computer di "Quatrano Nicola, residente a Napoli" e in quel periodo identificato quale "magistrato in servizio presso la procura distrettuale antimafia".
All'indomani dell'omicidio D'Antona, quelle mail furono giudicate altamente attendibili dagli investigatori.
La prima mail giunse nella tarda serata del 21 maggio: inneggiava alla furia rivoluzionaria delle Br e preavvertiva: "Il prossimo sarà Massimo D'Alema".
Quatrano venne convocato dalla procura di Roma nelle vesti di persona informata sui fatti. Quatrano riferì che quelle mail partirono dal suo computer ma che lui non c'entrava nulla. "E' stato mio figlio di 12 anni, e non quello di 16. Ha fatto tutto da solo", disse. E ancora: "Mio figlio mi ha detto che si è servito di una terminologia sentita a scuola". E il caso è stato chiuso
il 17 marzo 2001 era in piazza con i no global di Napoli, la sua città. E anche allora fu lesto a impugnare lo scudo: «Avevo accompagnato i miei fugli alla manifestazione"
Nel 2006 il suo nome era stato inserito nella lista di 68 personalità che invitavano al voto per Rifondazione comunista e il procuratore generale di Napoli lo aveva rimbrottato per essersi esposto in quel modo, lui si era difeso brandendo la Costituzione: «Sono libero di esprimere le mie opinioni, come tutti i cittadini»
Lunedì 23 Ottobre 2006.
A Napoli, presso l'Antisala dei Baroni, si è svolta una Conferenza per l'autodeterminazione del popolo Sharawi. Fra gli interventi Nicola Quatrano (magistrato- Responsabile Osservatorio internazionale sulle violazioni dei diritti), Aminetou Haidar (ex prigioniera politica del movimento Saharawi), Sandro Fucito (Presidente della Commissione consiliare sulle Relazioni Internazionali), Fatima Mahfoud (Rappresentante del Fronte Polisario), Jacqueline Pampiglione (Responsabile Ansps per i diritti umani), Fulvio Rino (Associazione Bambini senza confine), Francesco Esposito (Associazione Haima), Carmine Malinconico (Presidente VIII Municipalità).Nella stessa giornata il Sindaco Rosa Russo Jervolino ha preso in considerazione la proposta di concedere alla prigioniera politica Aminetou Haidar la cittadinanza onoraria di Napoli.
Giovedì 26 Ottobre 2006
Il Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino concede alla perseguitata politica Saharawi Aminetou Haidar la cittadinanza onoraria di Napoli.
In data 11 gennaio 2007 il Comune di Napoli conferiva al giudice Nicola Quatrano il mandato di osservatore per il rispetto dei diritti umani per la durata del processo a carico di ASFARI ENNAAMA, fissato nella città di Smara (Marocco) per il giorno 15.1.2007
anche alle Nazioni Unite...
Mercoledì 31 Gennaio 2007. Arrestato il giurista Ennaama Abdi Asfari
Ennaama Abdi Asfari è un giurista, attivista per i diritti umani saharaoui, coopresidente del “Comitato per il rispetto delle libertà e per i diritti umani nel Sahara occidentale” (CORELSO), con sede a Parigi
Il 5 gennaio 2007 si trovava a Smara per una visita familiare in compagnia dei suoi suoceri francesi ed è stato arrestato a un posto di blocco della polizia marocchina e tradotto nella prigione di Smara.
E’ comparso davanti al Tribunale l’8 gennaio, il processo è stato rinviato al 15 gennaio 2007.Come osservatori internazionali erano presenti:Simplicio del Rosario Garcia – avvocato – Tribunale Las Palmas (Spagna)Ines Miranda Navarro – avvocato – Consiglio Generale dell’avvocatura spagnola
Nicola Quatrano – magistrato – Tribunale di Napoli (Italia)
Daniel Voguet – avvocato – Tribunale di Parigi (Francia)
martedi 8Aprile 2008
Articolo scritto da Nicola Quatranosul blog della sezione di Rifondazione comunista del quartiere Arenella di Napoli
Battere Berlusconi
di Nicola Quatrano
L’argomento è penoso perché tutti sappiamo che vincerà, ma l’idea di ritrovarci Berlusconi come presidente del consiglio è davvero difficile da digerire. Io penso che sia importante fare tutto il possibile per evitarlo e credo che per questo motivo sia importante votare per la Sinistra Arcobaleno, soprattutto al Senato.
Se avrai la pazienza di leggere le poche righe che seguono, cercherò di spiegare il mio punto di vista.
1° motivo
L’obiettivo politico di Veltroni non è quello di battere Berlusconi. Se questo fosse stato, ci avrebbe pensato 1000 volte prima di distruggere l’Unione. Per quanto disastrata e per molti versi improponibile, l’alleanza di tutte le forze di centro sinistra rimane l’unico strumento capace di raggiungere un risultato elettorale significativo o, quanto meno, di preparare una opposizione forte al governo della destra.
L’obiettivo politico di Walter Veltroni è, in realtà, solo quello di accordarsi con Berlusconi per fare le riforme istituzionali. Per modificare la Costituzione e per trasformare l’Italia in una specie di America dove ci sia posto solo per due partiti. Un obiettivo non utile all’Italia, ma solo al nuovo partito democratico, che sogna di monopolizzare il mercato politico del centro sinistra. Pur di raggiungere questo risultato, Veltroni ha frantumato le alleanze, depresso gli umori dell’elettorato di sinistra, oggi rassegnato ad una sconfitta inevitabile, non ha esitato a consegnare l’Italia alla vittoria della destra.
2° motivo
Il sistema elettorale prevede, al Senato, uno sbarramento dell’8%. Questo significa che i partiti che non raggiungeranno questo risultato vedranno i loro voti distribuiti tra gli altri partiti che hanno invece superato la soglia.
Se la Sinistra Arcobaleno non superasse lo sbarramento dell’8%, parte dei suoi voti andrebbe a rimpinguare il paniere di seggi di Berlusconi. Se lo superasse, tutti i suoi voti sottrarrebbero seggi a Berlusconi. Mi sembra un ottimo motivo per votare, soprattutto al Senato, la Sinistra Arcobaleno. Contribuire al raggiungimento della soglia dell’8% è un modo di impedire che anche un solo voto contro Berlusconi vada perduto.
3° motivo
Veltroni assomiglia a Berlusconi. L’Italia che vuole costruire somiglia a quella che piace a Berlusconi. Niente questioni, niente conflitto: solo un monarca (buono?) che pensa a tutto e che risolve tutto.
E’ l’Italia della televisione, delle semplificazioni, della manipolazione della realtà a profitto del più forte. La differenza tra Veltroni e Berlusconi è quella che corre tra RAI e Mediaset: la prima è un poco meno indecente della seconda, ma questo è tutto!
Il primo atto politico di Veltroni leader del PD è stata la richiesta di un raid distruttivo della polizia contro un’incolpevole comunità romena, come rappresaglia militare per la barbara uccisione di Giovanna Reggiani. Poi ha scoperto che il conflitto di interessi tra datori di lavoro e lavoratori è finito. Racconta che l’impresa dà da mangiare sia al padrone che ai suoi operai, quindi stanno tutti nella stessa barca e bisogna che remino insieme.
Però uno comanda e gli altri muovono i remi (e questa è già una prima – non irrilevante – differenza) e la torta continua ad essere unica, così l’aumento dei salari comporta la contrazione del profitto e viceversa. E la flessibilità del lavoro significa sacrificio per il dipendente e opportunità invece per l’azienda, come l’aumento dei ritmi, che significa rischio di incidente mortale per chi lavora e maggiore competitività dal punto di vista di chi dirige.
Il PD ha candidato insieme un operaio della Thyssen e il presidente della Federmeccanica Massimo Caleano, ma sarà quest’ultimo a diventare ministro, non il primo.
E, tra parentesi, con un programmino davvero appetibile: secondo Calearo, infatti, Guardia di Finanza e ispettori del lavoro devono fare come in Slovacchia, dove le ispezioni alla sua fabbrica sono precedute da una cortese telefonata di preavviso.
A me sembrano motivi sufficienti per votare l’unica sinistra che rimane, per quanto disastrata e poco appetibile.
La sinistra, a differenza di Veltroni, è quella parte politica che pensa che il mondo, cosi come è, sia ingiusto e debba essere cambiato.
Spero che anche tu voglia rifletterci prima del 13 e 14 aprile
Ai giorni nostri ...
Nicola Quatrano tra i contestatori della discarica di Chiaiano.Immagino cosa dirà :-Ero lì solo per una boccata d'aria fresca...!
Prat Pratico
