1808-2008
Duecento anni dall’orazione pavese di Foscolo -
Dell’Origine e dell’Ufficio della Letteratura.
Se superiamo l’esitazione che un linguaggio ricco di aulica classicità suscita nel lettore moderno, possiamo leggere una citazione letteraria importante. La Letteratura e lo studio della Storia del passato, disse Ugo Foscolo, sono una fonte di libertà e di conoscenza e in quegli studi, possiamo aggiungere, sono anche le nostre radici e la nostra identità.
Foscolo pronunciò duecento anni fa, nel 1808, queste parole che fanno parte di un lungo ed emozionante Discorso con cui inaugurava la sua attività di docente dell’Università di Pavia. Fu rimosso da questo incarico da Napoleone Bonaparte, che sembra non amasse troppo questo italiano geniale, ma dallo spirito libero e ribelle.
“O Italiani, io vi esorto alle storie, perchè niun popolo più di voi può mostrare nè più calamità da compiangere, nè più errori da evitare, nè più virtù che vi facciano rispettare, nè più grandi anime degne di essere liberate dalla obblivione da chiunque di noi sa che si deve amare e difendere ed onorare la terra che fu nutrice ai nostri padri ed a noi, e che darà pace e memoria alle nostre ceneri. Io vi esorto alle storie, perchè angusta è l’arena degli oratori; e chi omai può contendervi la poetica palma? Ma nelle storie, tutta si spiega la nobiltà dello stile, tutti gli affetti delle virtù, tutto l’incanto della poesia, tutti i precetti della sapienza, tutti i progressi e i benemeriti dell’ italiano sapere.” (Ugo Foscolo)
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