Questo è il testo relativo di una parte della corrispondenza realizzato per il programma "Passaggio a Sud Est" di Radio Radicale, [ sabato 31 maggio]
In Italia sì è riaperta la discussione sulle centrali nucleari. E tra le varie cose si parla di costruirle non solo in Italia ma anche all'estero facendo accordi con paesi interessati.Si parla dei Balcani e in particolare dell'Albania.
Sì, la cosa che ha attirato l'attenzione degli italiani riguarda le dichiarazioni del premier albanese Sali Berisha, riguardo la possibilità di costruire un impianto nucleare nel territorio dell'Albania.
Berisha, come hanno riportato molti giornali italiani, non vuole escludere gli albanesi da questa grande occasione dell'energia nucleare e come affermato da lui stesso a Tirana si sta lavorando per mettere a punto il quadro normativo necessario.
Berisha ha aggiunto che appena pronti, il suo governo dovrà lavorare per ottenere un accordo coi Paesi vicini, Italia per prima, per finanziare una centrale da costruire in Albania e che se questo non sarà possibile, ci si dovrà rivolgersi al settore privato per studiare il mercato balcanico e italiano.
La stampa ha fatto sapere che anche Enel è interessata alla costruzione di una centrale atomica in Albania, sempre se i governi albanese e italiano raggiungono un accordo di collaborazione. Le stesse fonti hanno informato che Enel ha siglato un memorandum d'intesa con KESH, l'azienda elettrica albanese, a dicembre del 2007 per la costruzione di una centrale termoelettrica a carbone, anche se ancora non ci sono stati colloqui sulla costruzione di una centrale nucleare.
La cosa che preoccupa e che credo che abbiate già notato anche voi, cari ascoltatori, è il fatto che l'opinione dell'opinione pubblica albanese sembra essere del tutto ignorata. Stando a quanto dichiarato da Berisha con tutti si è parlato tranne che con i cittadini albanesi.
Ecco, infatti... La gente in Albania sa di queste cose? Se ne parla? Quali sono le opinioni che circolano?
Di certo bisognerà vedere come i cittadini albanesi prenderanno questi sviluppi cosi importanti per la vita loro ed il fatto che su questa cosa non sono stati interpellati per niente e che sui loro interessi ed in loro nome abbia deciso tutto il premier da solo.
Io posso ricordare ai nostri ascoltatori che una questione simile c'è stata alcuni mesi fa nella città di Valona dove un progetto per la costruzione di una centrale termoelettrica e di un terminal per prodotti petroliferi, ad opera della compagnia italiana "Petrolifera Italo-Rumena" ha provocato scontri e proteste da parte dei cittadini.
Semplici cittadini e alcune delle maggiori Ong locali si sono uniti creando l'"Alleanza cittadina per la difesa della baia di Valona" con l'unico scopo di tenere un referendum per poter dare la possibilità ai cittadini di esprimere la loro volontà su decisioni che riguardano il futuro dell'ambiente nel luogo dove vivono.
Ma, la Commissione elettorale centrale aveva rifiutato la richiesta di referendum e di fronte a questa indifferenza generale delle autorità locali e centrali sul loro destino, alla fine marzo-inizio di aprile i cittadini di Valona hanno appoggiato le proteste pacifiche in piazza guidate dall'Alleanza.
Vista l'attenzione crescente dei mass media e dell'opinione pubblica in generale la polizia di Valona aveva deciso di intervenire ed arrestare sei persone, tra studenti e dirigenti dell'Alleanza, accusandoli di aver "bloccato la circolazione dei veicoli in strada e organizzato manifestazioni illegali".
Questa vicenda non è ancora conclusa dal punto di vista legale e da quello politico. Ora bisogna aggiungere anche questa nuova questione della centrale nucleare. Di certo dobbiamo aspettare per informare su prossimi sviluppi.
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